10 disavventure che accadono di solito in cucina

Passando buona parte del nostro tempo libero in cucina ci capita spesso, fin troppo spesso in realtà, di combinare qualche disastro o di essere protagonisti di disavventure tragicomiche. Proprio per questo, per fare due risate e sdrammatizzare, abbiamo pensato di proporvi le 10 disavventure che accadono di solito in cucina, dieci situazioni nelle quali ci siamo ritrovati bene o male tutti almeno una volta nella vita.
In realtà le disavventure che ricordiamo sono ben più di dieci, ma quelle che trovate di seguito sono forse le più divertenti e surreali; se tuttavia ve ne vengono in mente o ne avete vissute altre, potete lasciare un commento o inviarci una mail. Saremo più che felici di pubblicare le vostre esperienze. Almeno ci sentiremo in buona compagnia la prossima volta che ne combineremo qualcuna delle nostre mentre siamo ai fornelli.

10. Ricordarsi del caffè sul fuoco solo dopo che questo è ormai imbevibile.

3 Replies to "10 disavventure che accadono di solito in cucina"

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    vale 16 marzo 2016 (11:32)

    avere una serie interminabile di starnuti quando si versa la farina nell’impasto del dolce
    accorgersi di non aver fissato bene il coperchio del mixer e ritrovarsi con la cucina dipinta di maionese
    farsi un tè e far prendere fuoco al cordino del filtro (gustandosi poi una deliziosa bevanda al sapore di affumicato)
    dopo conversione al tè verde sfuso, decidere di fare colazione in modo salutistico e ritrovasi un delizioso infuso all’origano causa sonno che ha reso indistinguibili i due barattoli
    …vado avanti?

    ciao Guido…e viva l’aglio 😉

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      guido 16 marzo 2016 (11:48)

      Ahahaha ciao Vale!

      Terrò bene a mente questi spunti per ampliare la lista o crearne una di nuova… quella del thè e del cordino mi manca, dev’essere però piuttosto comica 😀 😀

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    vale 16 marzo 2016 (12:00)

    quasi dimenticavo: atteggiarsi a Carlo Cracco de noantri e pretendere di schiacciare lo spicchio d’aglio con una bella manata…quindi sbaraccare il ripostiglio per prendere la scala, arrampicarsi sul pensile nel tentativo di recuperare l’aglio. Decidere che è meglio usare la cipolla.
    E a proposito di cipolle da affettare, mettere in pratica tutto lo scibile umano trovato in rete per non piangere…e ritrovarsi a lavorare sotto l’acqua corrente, con il coltello di acciaio, le guance piene di acqua minerale gassatissima modello criceto…il tutto su un piede solo canticchiando “ohi maria”. E piangere comunque
    😀

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