Oca in onto

L’oca in onto, conosciuta anche con il nome di oco in pignatto, è una conserva rimasta molto popolare nelle campagne venete fino ad alcuni decenni or sono; l’oca in onto veniva prodotta da moltissime famiglie e serviva a conservare al meglio la carne dell’oca. Questa ricetta era particolarmente apprezzata e diffusa nella zona del basso vicentino, sui Colli Berici e nella bassa padovana dove, soprattutto nelle campagne, se ne faceva largo uso. La ricetta dell’oca in onto ha origini ebraiche e si diffuse in Veneto nel sedicesimo secolo come alternativa alle più classiche, per l’epoca, ricette a base di carne di maiale. All’epoca le oche venivano macellate a San Martino, quando erano belle grassocce in vista dell’inverno; le loro carni, insaporite da erbe e spezie di vario tipo, venivano conservate in appositi contenitori e venivano consumate nel corso dei mesi seguenti.

INGREDIENTIOca in onto
1 oca di medie dimensioni
Il grasso dell’oca
vino bianco secco: 100 ml
Alloro: q.b.
Pepe in grani: q.b.
Rosmarino: q.b.
Salvia: q.b.
Bacche di ginepro: q.b.
Sale in fiocchi: q.b.

PREPARAZIONE OCA IN ONTO

Prendete una casseruola dal fondo pesante o in alternativa una cocotte e rosolate l’oca a pezzi fino a quando la carne risulta dorata del tutto, quindi sfumate con il vino bianco ed unite salvia, rosmarino, pepe in grani e bacche di ginepro. Coprite e proseguite la cottura dell’oca in forno a 170°C per 3 ore almeno, dopo di che sfornate, rimuovete la pelle, disossate la carne, tagliatela a tocchetti e filtrate il grasso.

Prendete dei vasetti di vetro sterilizzati e trasferiteci la carne d’oca, assieme ad una foglia di alloro per barattolo; ogni barattolo andrà conservato rigorosamente in frigorifero. Se avrete sterilizzato i barattoli di vetro a dovere, l’oca in onto si conserverà anche per 3 o 4 mesi.

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