Cipolline al vino bianco

Cosa c’è di meglio di un contorno goloso, dal sapore deciso ma non predominante, che si sposi alla perfezione con un secondo piatto a base di carne (sia essa di manzo, di maiale, di agnello o altro)? Niente, e se cercate una ricetta che corrisponda a questa descrizione le cipolline al vino bianco sono l’idea giusta, il piatto perfetto da preparare con poco sforzo, in velocità e senza spendere un capitale, anzi. Sfumate con del vino bianco secco, le cipolline acquisiscono un sapore tendente al dolciastro che si abbina divinamente con le carni ma anche con altri tipi di secondi piatti (anche se è meglio evitare l’abbinamento con il pesce, che risulterebbe sopraffatto dal sapore delle cipolline). La ricetta è veramente semplicissima, per cui vi lasciamo ai pochi passaggi necessari per realizzare questo sfizioso contorno.

INGREDIENTICipolline al vino bianco
Cipolline: 400 gr.
Vino bianco: 200 ml.
Burro: 50 gr.
1 cucchiaio di zucchero
Sale: q.b.

PREPARAZIONE CIPOLLINE AL VINO BIANCO

La prima operazione da svolgere è privare le cipolline della buccia esterna e della parte della radice visibile. In un tegame fate sciogliere il burro assieme ad un filo di olio extravergine di oliva, quindi mettete a cuocere a fiamma bassa le cipolline per 5 minuti. Irrorate con il vino bianco , alzate la fiamma e fate evaporare del tutto l’alcol.

Quando l’alcol è evaporato completamente, abbassate nuovamente la fiamma ed aggiungete lo zucchero, andando poi a completare la cottura per circa 12 minuti, girando le cipolline di tanto in tanto affinchè non si brucino. A 2 minuti dal termine della cottura aggiustate di sale e servite le cipolline al vino bianco in tavola come contorno da accompagnare a secondi piatti di carne.

2 Replies to "Cipolline al vino bianco"

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    paola 11 marzo 2016 (12:06)

    Squisite! E per pulirle senza piangere tutte le mie lacrime, io le tengo immerse nell’acqua 🙂

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      guido 11 marzo 2016 (12:07)

      Ciao Paola!

      Anche io le adoro (ma non faccio testo, per me le cipolle vanno bene anche crude!)… ed il metodo dell’immersione nell’acqua è validissimo, confermo la tua tesi 🙂

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