Starbucks apre in Italia ed arriva a Milano nel 2016

La notizia circola da tempo, anzi sarebbe meglio dire da anni: l’arrivo di Starbucks in Italia, una notizia che alcuni accolgono con piacere ed altri invece con grande scetticismo. Dopo una serie di conferme ed immediate smentite, di notizie senza fondamento e di voci di corridoio, questa volta pare che ci siamo davvero: la caffetteria più trendy del mondo arriva nel Belpaese e precisamente a Milano. A riportarlo è niente meno che il Corriere della Sera, fonte sicuramente autorevole che si permette anche di fare nomi e cognomi della trattativa: da una parte Howard Schultz, fondatore e amministratore delegato di Starbucks, dall’altra Antonio Percassi, Presidente dell’Atalanta e proprietario dello shopping Center dell’aeroporto di Orio al Serio. Stando a queste fonti, l’accordo tra i due sarebbe praticamente concluso e le firme definitive dovrebbero essere siglate nei giorni precedenti il Natale.

Non è escluso, anzi è piuttosto probabile, cheStarbucks apre in Italia ed arriva a Milano nel 2016 2 in un secondo momento la catena si espanda ed apra punti vendita in altre città italiane, Roma e Firenze su tutte. In effetti è piuttosto strano che questa catena, così popolare all’estero (lo saprete benissimo se avete visitato in particolare almeno un Paese anglosassone), in Italia non sia ancora sbarcata. I motivi sono molteplici e piuttosto complessi da analizzare, ma il primo che ci viene in mente è che per noi italiani il caffè è un’autentica religione e siamo piuttosto restii a consumare una “bibita” (350 ml.) made in USA che sicuramente si discosta dai nostri canoni. Il fascino dei locali Starbucks è però innegabile, così come la possibilità di passare del tempo seduti, magari lavorando al portatile, senza venire disturbati. Un’utopia nelle normali caffetterie.

2 Replies to "Starbucks apre in Italia ed arriva a Milano nel 2016"

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    Paola 24 novembre 2015 (14:05)

    Molto dipenderà dai prezzi. Un espresso Starbucks costa un occhio, rispetto al nostro. In ogni modo, break a leg 🙂

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      guido 24 novembre 2015 (14:08)

      Ehh hai ragione Paola, in effetti costano non poco, anzi! Io ci andavo a Londra perchè appunto ci si poteva portare il portatile e passarci, volendo, la mattinata, ma per un caffè al volo vuoi mettere i nostri tipici bar tutti italiani? 😀

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