I 10 cibi più contaminati provenienti dall’estero

Mai come oggi è importante fare attenzione alla provenienza di ciò che mangiamo e per questo è stata presentata dalla Coldiretti la “black list” con i 10 cibi più contaminati provenienti dall’estero. Sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nel Rapporto 2015 sui Residui dei Fitosanitari in Europa, è stata stipulata la lista con i prodotti, provenienti da diverse parti del mondo, per la presenza di residui chimici irregolari e quindi nocivi per la nostra salute.

Secondo questa lista il paese che occupa la vetta con il prodotto più contaminato è la Cina, che già l’anno prima aveva conquistato il primato per il numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari da parte dell’Unione Europea, che aveva rilevato come questi fossero contaminati da microtossine, additivi e coloranti fuori dalle norme di legge. Il gigante asiatico è poi seguito da alcuni prodotti provenienti da India, Vietnam e Thailandia, mentre dal continente africano i prodotti più contaminati arrivano da Egitto, Marocco e Kenia.
Al contrario l’agricoltura italiana è invece la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) e al vertice della sicurezza alimentare con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici (0,4%), 4 volte inferiore alla media europea e di quasi 20 volte inferiore rispetto a quella dei prodotti extracomunitari (7,5%). Ecco quindi i 10 cibi più contaminati che provengono dall’estero e le percentuali di irregolarità per residui chimici.

10. Arance dall'Egitto: nel 5% dei casi sono stati rilevati residui chimici irregolari.

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