Injera

L’injera è una sorta di pane etiope dalla consistenza spugnosa, realizzato con la farina di teff e non troppo dissimile dai pancakes. Per la preparazione dell’injera sono richiesti diversi giorni di fermentazione, processo che dona a questo pane un lieve sapore acido; solitamente l’injera è servita accompagnata da polpette, insalate di ogni sorta, spezzatini e stufati, che in genere vengono versati sopra a questo pane. In Etiopia la tecnica per gustare l’injera è la seguente: si strappa con le mani un pezzo di pane e con esso di raccolgono tutte le prelibatezze soprastanti…e poi via, un bel boccone deciso! Dato che la farina di teff è quasi impossibile da reperire al di fuori dell’Africa, abbiamo utilizzato la più comune farina 00.

INGREDIENTIinjera
Farina 00: 500 gr.
Farina gialla di mais: 500 gr.
Semola di grano duro: 250 gr.
Lievito: 25 gr.
1 bicchiere d’acqua

PREPARAZIONE
Per realizzare l’injera dovete impastare tutti gli ingredienti sopra elencati in una capiente ciotola, che va poi coperta con un panno pulito e lasciata riposare a temperatura ambiente per 2 giorni nel periodo estivo oppure per 3 giorni in quello invernale. Trascorso questo tempo, prendete l’impasto e lavoratelo con circa 3 bicchieri d’acqua, fino a che risulta piuttosto liquido.

Prendete quindi una padella antiaderente e scaldatela, poi versate a filo il composto, utilizzando un mestolo così da creare un disco di circa 3-4 millimetri, una sorta di crepe potremmo dire. Il disco si cuoce in circa 3 minuti e, per essere sicuri che la cottura sia ultimata, assicuratevi che la pasta liquidi si sia rappresa e che siano comparse delle bolle, dato che l’injera è un pane caratteristicamente spugnoso. Infine lasciate raffreddare il disco sopra un canovaccio pulito, senza sovrapporre i vari dischi creati.

2 Replies to "Injera"

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    Erica Di Paolo 23 settembre 2014 (09:57)

    E’ davvero interessante questo pane. La fermentazione, la leggerezza….. mi incuriosisce molto. Chissà con cosa lo mangiano in Etiopia?
    Bravo Guido, mi piace accostarmi alle etnie e alle loro tradizioni.

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      guido 23 settembre 2014 (10:16)

      Grazie Erica!
      Devo ammettere che non lo conosco bene nemmeno io ma l’ho visto fare in un documentario e mi è venuta voglia di saperne di più.
      E come dici tu, adoro conoscere le tradizioni (soprattutto culinarie) dei vari popoli, no c’è cosa più bella 🙂

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